What if – +3°C

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In un mondo in cui le temperature medie sono 3°C più elevate di quelle preindustriali il nostro pianeta sarà molto meno abitabile: desertificazione, inondazioni, siccità e temperature letteralmente invivibili, saranno problemi di tutti i giorni e di quasi tutti i Paesi al mondo.

I rifugiati climatici scapperanno dalle aree più colpite, generalmente nel “sud” del mondo, verso le città dei Paesi sviluppati, generando tensioni e mettendo pressione sui sistemi di welfare.

Città come Parigi e Berlino subiranno forti e frequenti ondate di calore nei mesi estivi, abbondanti tempeste inonderanno intere aree di New York.
Nelle città tali problemi si magnificheranno data la loro maggiore propensione alle inondazioni e alle ondate di calore.

La produzione di cibo, soprattutto ma non solo, nei Paesi meno industrializzati, sarà messa gravemente a rischio da una forte crescita nell’incidenza di siccità e fenomeni climatici estremi, come grandinate, tempeste e alluvioni.

Inoltre, la coltivazione di piante come caffè, vite, e malto vedranno una riduzione delle loro aree coltivabili.
Oltre un quarto della popolazione mondiale subirà le conseguenze della siccità almeno una volta all’anno.

Se si supereranno i tre gradi, si verificherà un innalzamento del livello dei mari di almeno mezzo metro entro il 2100, con conseguenze disastrose per molte delle città più popolose al mondo.

I coralli saranno estinti, e la biodiversità in ogni habitat del pianeta sarà a rischio.

L’acqua diventerà una risorsa scarsa in molti Paesi del mondo, col rischio di conflitti e tensioni.

L’ultimo degli appuntamenti sul nostro futuro (e del nostro pianeta). Prossimamente vi faremo consigli su cosa effettivamente è possibile fare nel nostro piccolo per migliorare le prospettive.

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